Perché è così difficile gestire la rabbia dei nostri figli e come possiamo riuscirci

Fabio Celi, psicologo psicoterapeutaAbbiamo chiesto una riflessione sul tema a Fabio Celi, psicologo psicoterapeuta e autore del libro Le emozioni dei nostri figli, uscito a marzo 2020 per De Agostini. «Tra le emozioni fondamentali la rabbia è forse la più difficile da gestire perché più di altre entra in una specie di circolo vizioso tra il genitore e il bambino. Pensa ad una crisi di rabbia di tuo figlio e probabilmente la prima cosa che ti succede è che ti arrabbi a tua volta. Questo rende molto difficile aiutarlo a gestire e ad autoregolare un'emozione che tuo figlio vede gestita male da te.

Fabio Celi, docente di Psicologia clinica Università di PisaAbbiamo chiesto una riflessione sul tema a Fabio Celi, psicologo psicoterapeuta e autore del libro Le emozioni dei nostri figli, uscito a marzo 2020 per De Agostini. «Tra le emozioni fondamentali la rabbia è forse la più difficile da gestire perché più di altre entra in una specie di circolo vizioso tra il genitore e il bambino. Pensa ad una crisi di rabbia di tuo figlio e probabilmente la prima cosa che ti succede è che ti arrabbi a tua volta. Questo rende molto difficile aiutarlo a gestire e ad autoregolare un'emozione che tuo figlio vede gestita male da te.

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Lavorare fino al nono mese o no? Un libro aiuta a capire

Cipriana Dall'Orto, GiornalistaQuando apprendo che le future mamme potranno lavorare fino al nono mese di gravidanza, per assentarsi cinque mesi dopo la nascita del bambino (la norma è stata approvata dalla Commissione bilancio della Camera), istintivamente mi chiedo: ma ne varrà la pena?
Per carità, la libertà di scelta è sempre una bella cosa. E quando una donna incinta sta bene è una forza della natura. Però, mi dico, non è solo questione di energie fisiche. Che fine faranno i pensieri, i sentimenti, i moti dell’animo degli ultimi mesi?

Cipriana Dall'Orto, GiornalistaQuando apprendo che le future mamme potranno lavorare fino al nono mese di gravidanza, per assentarsi cinque mesi dopo la nascita del bambino (la norma è stata approvata dalla Commissione bilancio della Camera), istintivamente mi chiedo: ma ne varrà la pena?
Per carità, la libertà di scelta è sempre una bella cosa. E quando una donna incinta sta bene è una forza della natura. Però, mi dico, non è solo questione di energie fisiche. Che fine faranno i pensieri, i sentimenti, i moti dell’animo degli ultimi mesi?

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Homeschooling: studiare a casa è fonte di ansia e frustrazione

Miolì ChiungSono circa mille e cinquecento i bambini in Italia che non si avvalgono dell’istruzione pubblica né di quella privata: studiano a casa, seguiti dai genitori o comunque da educatori scelti dai genitori. Negli Stati Uniti gli homeschooler sono circa due milioni. 70 mila in Inghilterra, 3mila in Francia, 2 mila in Spagna. Alcune famiglie seguono orari giornalieri, utilizzando i testi e programmi scolastici, altre si affidano a un apprendimento più personalizzato.
Su questo metodo educativo però gli esperti sono divisi. Alcuni sostengono che i bambini e gli adolescenti abbiano bisogno di confrontarsi con un ambiente esterno e una forma autorevole alternativa ai genitori, ovvero gli insegnanti. È i di questo parere, per esempio, la dottoressa Miolì Chiung, psicologa esperta in disturbi dell’età evolutiva e dell’apprendimento, psicoterapeuta presso il Servizio di Neuropsichiatria infantile della Fondazione Don Carlo Gnocchi. Ecco cosa sostiene.


Miolì ChiungSono circa mille e cinquecento i bambini in Italia che non si avvalgono dell’istruzione pubblica né di quella privata: studiano a casa, seguiti dai genitori o comunque da educatori scelti dai genitori. Negli Stati Uniti gli homeschooler sono circa due milioni. 70 mila in Inghilterra, 3mila in Francia, 2 mila in Spagna. Alcune famiglie seguono orari giornalieri, utilizzando i testi e programmi scolastici, altre si affidano a un apprendimento più personalizzato.
Su questo metodo educativo però gli esperti sono divisi. Alcuni sostengono che i bambini e gli adolescenti abbiano bisogno di confrontarsi con un ambiente esterno e una forma autorevole alternativa ai genitori, ovvero gli insegnanti. È i di questo parere, per esempio, la dottoressa Miolì Chiung, psicologa esperta in disturbi dell’età evolutiva e dell’apprendimento, psicoterapeuta presso il Servizio di Neuropsichiatria infantile della Fondazione Don Carlo Gnocchi. Ecco cosa sostiene.

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Ogni mamma può trovare il suo modo di essere green

Una mamma green Silvana SantoPrima di essere una “mamma green”, o almeno di provarci, sono stata una ragazza attenta ai problemi ecologici, una laureata in Scienze Ambientali e poi una giornalista specializzata nei temi caldi legati alla sostenibilità. Cercare di tradurre questa sensibilità (qualcuno lo definirebbe background) nella mia esperienza di genitore è stata una scelta spontanea e inevitabile. Non sempre facile, questo è vero. Perché soprattutto nel posto in cui vivo io, ormai quasi cinque anni fa, certe istanze non erano affatto popolari (adesso le cose stanno cambiando, ma non molto velocemente).
Una mamma green Silvana SantoPrima di essere una “mamma green”, o almeno di provarci, sono stata una ragazza attenta ai problemi ecologici, una laureata in Scienze Ambientali e poi una giornalista specializzata nei temi caldi legati alla sostenibilità. Cercare di tradurre questa sensibilità (qualcuno lo definirebbe background) nella mia esperienza di genitore è stata una scelta spontanea e inevitabile. Non sempre facile, questo è vero. Perché soprattutto nel posto in cui vivo io, ormai quasi cinque anni fa, certe istanze non erano affatto popolari (adesso le cose stanno cambiando, ma non molto velocemente).

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“Come medico e padre vi dico: vaccinate i vostri figli”, di Roberto Burioni

Burioni RobertoOltre ad essere un medico che da decenni studia i vaccini e come il nostro organismo si difende da virus e batteri, sono un padre. E come padre ho potuto toccare con mano una situazione incredibile: genitori che, sulla base di bugie senza alcun fondamento, decidono di non vaccinare i loro figli, o li vaccinano con il cuore in gola. Siccome ho ritenuto che questo non fosse giusto, ho sentito il bisogno irrinunciabile di fare sentire la mia voce, contrapponendo la verità della scienza alle pericolose menzogne che sono diffuse sulla rete.

Burioni RobertoOltre ad essere un medico che da decenni studia i vaccini e come il nostro organismo si difende da virus e batteri, sono un padre. E come padre ho potuto toccare con mano una situazione incredibile: genitori che, sulla base di bugie senza alcun fondamento, decidono di non vaccinare i loro figli, o li vaccinano con il cuore in gola. Siccome ho ritenuto che questo non fosse giusto, ho sentito il bisogno irrinunciabile di fare sentire la mia voce, contrapponendo la verità della scienza alle pericolose menzogne che sono diffuse sulla rete.

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Le etichette dei cibi sono piene di trappole: evitale così

Monica MarelliQuando ho iniziato a scrivere questo libro, Cosa c’è nel mio Cibo (Giunti) era l’estate dell’anno scorso: pensavo che sarebbe stato “soltanto” un interessante, impegnativo lavoro d’inchiesta, proprio quelli che piacciono a me (scrivo, tra l’altro, di alimentazione da circa vent’anni). E invece ho avuto una sorpresa: sono stata a contatto con tante emozioni. Ero giornalista e consumatrice allo stesso tempo: la rabbia nel leggere ingredienti pessimi si mescolava al sollievo di un’etichetta fatta bene, perché il produttore si impegnava a fornire un alimento davvero senza ombre per la nostra salute. Il disappunto di vedere confezioni-civetta che invitavano all’acquisto di un prodotti “sano” che sano non era per nulla veniva alle volte scacciato dalla soddisfazione di trovare un prodotto che non voleva “fregarmi”.

Monica MarelliQuando ho iniziato a scrivere questo libro, Cosa c’è nel mio Cibo (Giunti) era l’estate dell’anno scorso: pensavo che sarebbe stato “soltanto” un interessante, impegnativo lavoro d’inchiesta, proprio quelli che piacciono a me (scrivo, tra l’altro, di alimentazione da circa vent’anni). E invece ho avuto una sorpresa: sono stata a contatto con tante emozioni. Ero giornalista e consumatrice allo stesso tempo: la rabbia nel leggere ingredienti pessimi si mescolava al sollievo di un’etichetta fatta bene, perché il produttore si impegnava a fornire un alimento davvero senza ombre per la nostra salute. Il disappunto di vedere confezioni-civetta che invitavano all’acquisto di un prodotti “sano” che sano non era per nulla veniva alle volte scacciato dalla soddisfazione di trovare un prodotto che non voleva “fregarmi”.

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Il papa e l'autista

Dopo aver caricato tutti i bagagli del Papa nella limousine, l’autista nota che Sua Santità sta ancora aspettando sul marciapiede.
“Mi scusi, Vostra Eminenza,” dice l’autista, “Vorrebbe per favore sedersi in modo che possiamo andare?”“Beh, per dirti la verità” risponde il Papa, “Non mi fanno mai guidare in Vaticano e oggi ne ho davvero voglia.” 

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La saggezza di un padre

Una sera un papà, vedendo il figlio ventenne un po’ giù di morale, decise di raccontargli una storia:
"Un giorno, quando io ero piccolo, il cavallo di un contadino che abitava vicino alla mia casa, cadde in un pozzo grande e profondo. Il cavallo non riportò alcuna ferita, ma non riuscendo a venir fuori con le proprie forze, si mise a nitrire forte. Il contadino si precipitò subito e provò in ogni modo ad aiutare il suo povero cavallo. 

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