“L’amore per i libri non si insegna”, di Beatrice Masini

L’amore per i libri non si insegna. È più un virus, una bella malattia che ci si passa per contagio com’è giusto che succeda nelle famiglie in cui circolano i bambini. Legge la mamma, legge il papà, legge il nonno, legge anche il bambino. Se si comprano libri come si comprano giocattoli di gomma, ciucci, tutine, minisneaker, berretti, passeggini, perché anche i libri fanno il mondo dei bambini, allora tutto è semplice. Si comincia subito, a quattro, cinque mesi: prima è il tempo delle canzoni, delle poesie recitate, delle frasi ritmate. Poi via coi primi libri tutti semplicità e sagome, ogni oggetto da chiamare con il proprio nome e da raccontare e riraccontare e guai a chi dice lascia stare, che tanto non capisce.

L’amore per i libri non si insegna. È più un virus, una bella malattia che ci si passa per contagio com’è giusto che succeda nelle famiglie in cui circolano i bambini. Legge la mamma, legge il papà, legge il nonno, legge anche il bambino. Se si comprano libri come si comprano giocattoli di gomma, ciucci, tutine, minisneaker, berretti, passeggini, perché anche i libri fanno il mondo dei bambini, allora tutto è semplice. Si comincia subito, a quattro, cinque mesi: prima è il tempo delle canzoni, delle poesie recitate, delle frasi ritmate. Poi via coi primi libri tutti semplicità e sagome, ogni oggetto da chiamare con il proprio nome e da raccontare e riraccontare e guai a chi dice lascia stare, che tanto non capisce.

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“Le mamme cattive esistono”, di Cipriana Dall’Orto

Cipriana Dall’Orto, giornalista“Mamma, mormora la bambina, mentre pieni di pianto ha gli occhi….”. Questa canzone, del 1928 (ma che era in voga fino agli anni ’50), parla di una mamma ricca e cattiva, che compra solo profumi per sé. Quando la bambina si ammala, la mamma, pentita, la riempie di balocchi, ma ormai è tardi, la bimba morirà e la mamma vivrà con il suo enorme senso di colpa.
Ebbene, se fosse vero che a uccidere Loris, otto anni, è stata sua madre, io mi immagino il piccolino mentre, sbalordito e incredulo mormora: “Mamma!!!”. Mamma, non farlo, mamma, proprio tu, mamma, ma allora… tu sei cattiva?”.

Cipriana Dall’Orto, giornalista“Mamma, mormora la bambina, mentre pieni di pianto ha gli occhi….”. Questa canzone, del 1928 (ma che era in voga fino agli anni ’50), parla di una mamma ricca e cattiva, che compra solo profumi per sé. Quando la bambina si ammala, la mamma, pentita, la riempie di balocchi, ma ormai è tardi, la bimba morirà e la mamma vivrà con il suo enorme senso di colpa.
Ebbene, se fosse vero che a uccidere Loris, otto anni, è stata sua madre, io mi immagino il piccolino mentre, sbalordito e incredulo mormora: “Mamma!!!”. Mamma, non farlo, mamma, proprio tu, mamma, ma allora… tu sei cattiva?”.

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“Piccoli imperatori crescono”, di Rosanna Schiralli

Rosanna Schiralli Nostro figlio
Nella veloce trasformazione della nostra società si sono persi importanti punti di riferimento. Tra tutti, uno sembra di estrema rilevanza: il rapporto con i figli. Per mantenere l’opulenza (cioè per comprare le merendine ai cereali, le scarpe da ginnastica con le lucette che si accendono mentre si cammina o la maglietta firmata) c’è bisogno di lavorare, produrre, correre, sbrigarsi. I figli vanno tenuti bene. Vogliono il telefonino di ultima generazione, il computer al plasma e poi bisogna pagare la quota per la piscina, la palestra o per la scuola di pianoforte. Quante cose bisogna fare!

Rosanna Schiralli Nostro figlio
Nella veloce trasformazione della nostra società si sono persi importanti punti di riferimento. Tra tutti, uno sembra di estrema rilevanza: il rapporto con i figli. Per mantenere l’opulenza (cioè per comprare le merendine ai cereali, le scarpe da ginnastica con le lucette che si accendono mentre si cammina o la maglietta firmata) c’è bisogno di lavorare, produrre, correre, sbrigarsi. I figli vanno tenuti bene. Vogliono il telefonino di ultima generazione, il computer al plasma e poi bisogna pagare la quota per la piscina, la palestra o per la scuola di pianoforte. Quante cose bisogna fare!

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"Come crescere figli liberi dai sensi di colpa", di Giovanni Porta

Giovanni Porta psicologo e psicoterapeutaPuò capitare di sentirsi intrappolati in una vita non nostra, come se stessimo realizzando i progetti di qualcun altro e ci trovassimo lontani migliaia di chilometri da ciò che vogliamo per noi stessi e che potrebbe, magari, renderci felici. Spesso non riusciamo a venirne fuori per i sensi di colpa che ci portiamo dentro e la causa, purtroppo, va cercata nelle famiglie d’origine. Le famiglie dovrebbero essere contenitori accoglienti all’interno dei quali ricevere amore incondizionato e apprendere alcune abilità fondamentali per poi essere liberi di fare le proprie scelte. Alle volte, però, conflitti e desideri irrisolti dei padri e delle madri possono ricadere sulle spalle dei figli portandoli, consapevolmente o meno, a compiere scelte utili più a soddisfare le aspettative dei genitori che desideri e ambizioni proprie.

Giovanni Porta psicologo e psicoterapeutaPuò capitare di sentirsi intrappolati in una vita non nostra, come se stessimo realizzando i progetti di qualcun altro e ci trovassimo lontani migliaia di chilometri da ciò che vogliamo per noi stessi e che potrebbe, magari, renderci felici. Spesso non riusciamo a venirne fuori per i sensi di colpa che ci portiamo dentro e la causa, purtroppo, va cercata nelle famiglie d’origine. 

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"Genitori, imparate a sintonizzarvi sui bisogni dei figli", di Rosanna Schiralli

Rosanna Schiralli Nostro figlioLe giovani generazioni annaspano sempre più in un mare di solitudine, scarsità di rapporti nutrienti e di relazioni significative.
Manca il tempo.
Genitori e adulti in genere sono completamente assorbiti da ritmi di vita e di lavoro non congeniali ad un’efficace presa in carico dei figli. Si assiste così, da circa due decenni, a due fenomeni complementari, entrambi negativi.

Da una parte si cerca di “allocare” i figli, fin da piccolissimi, in spazi, situazioni e tempi non idonei: facendoli sostare davanti al computer o alla televisione per molte ore al giorno;

Rosanna Schiralli Nostro figlioLe giovani generazioni annaspano sempre più in un mare di solitudine, scarsità di rapporti nutrienti e di relazioni significative.
Manca il tempo.
Genitori e adulti in genere sono completamente assorbiti da ritmi di vita e di lavoro non congeniali ad un’efficace presa in carico dei figli. Si assiste così, da circa due decenni, a due fenomeni complementari, entrambi negativi.Da una parte si cerca di “allocare” i figli, fin da piccolissimi, in spazi, situazioni e tempi non idonei: facendoli sostare davanti al computer o alla televisione per molte ore al giorno;

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“Non esistono i bambini capricciosi”, di Irene Vella

Irene Vella, giornalista  Non credo che i bambini di oggi siano più capricciosi di quelli di ieri, credo semplicemente che il loro banco delle offerte sia solo molto più fornito di quello che era il nostro, figuriamoci di quello dei nostri genitori. Non esistono bambini che fanno capricci, esistono genitori incapaci di gestire i capricci dei figli, io per esempio sono una di questi. Per carattere contraria alle regole, ho fatto un allattamento a richiesta, che significa bimbo piange tu tiri fuori tetta, ovunque tu sia e, soprattutto, al minimo accenno di pianto, ed è tutto abbastanza semplice fino a quando tu non esisti più, e soprattutto non esistono più le tue tette.

Irene Vella, giornalista  Non credo che i bambini di oggi siano più capricciosi di quelli di ieri, credo semplicemente che il loro banco delle offerte sia solo molto più fornito di quello che era il nostro, figuriamoci di quello dei nostri genitori. Non esistono bambini che fanno capricci, esistono genitori incapaci di gestire i capricci dei figli, io per esempio sono una di questi. Per carattere contraria alle regole, ho fatto un allattamento a richiesta, che significa bimbo piange tu tiri fuori tetta, ovunque tu sia e, soprattutto, al minimo accenno di pianto, ed è tutto abbastanza semplice fino a quando tu non esisti più, e soprattutto non esistono più le tue tette.

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Il papa e l'autista

Dopo aver caricato tutti i bagagli del Papa nella limousine, l’autista nota che Sua Santità sta ancora aspettando sul marciapiede.
“Mi scusi, Vostra Eminenza,” dice l’autista, “Vorrebbe per favore sedersi in modo che possiamo andare?”“Beh, per dirti la verità” risponde il Papa, “Non mi fanno mai guidare in Vaticano e oggi ne ho davvero voglia.” 

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La saggezza di un padre

Una sera un papà, vedendo il figlio ventenne un po’ giù di morale, decise di raccontargli una storia:
"Un giorno, quando io ero piccolo, il cavallo di un contadino che abitava vicino alla mia casa, cadde in un pozzo grande e profondo. Il cavallo non riportò alcuna ferita, ma non riuscendo a venir fuori con le proprie forze, si mise a nitrire forte. Il contadino si precipitò subito e provò in ogni modo ad aiutare il suo povero cavallo. 

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